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Pubblicata il 04/11/2019
Mi graffi le pareti
inconsapevolmente,
te ne lavi le mani
del dolore che mi dai
superficialmente,
e son solo io qua
a guaire come un cane zoppo.
tu sei piena,
io soltanto un tocco
comunissimo.
È così insignificante per te
la mia infelicità,
che quasi me la merito
per averti aperto ancora
questo portone distrutto.
mi graffi le pareti
del mio stabile abbandonato ai ratti,
per poi uscirne
tu ancora armata
io ancora ferita,
a guaire come un cane zoppo.
chiedo troppo
se desidero un po' di serietà?
se desidero la tua capacità
di sentirmi?
a quanto pare sì.

ti ho scambiato per la luna
ed eri solo un lampione,
ti ho scambiato per le stelle
ed eri solo una scia chimica,
ma ancora non ti lascio
e non so capire perché.
ancora dolore
mi metto sulle spalle,
ancora il tuo odore
mi scardina dalla mia valle
di lacrime,
ancora dolore,
mentre tu
inconsapevolmente,
te ne lavi le mani
del mio guaire come un cane zoppo
a una sera senza più luna.

(Ch'è stata rubata insieme alla mia ingenuità)
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