sonetto D’inverno
la pioggia scende su questo paese
ma ancora vago con ardue pretese,
nel freddo inverno con le membra smorte,
zuppo fradicio di sogni e di morte.
cosa insegui, mia nera anima triste?
non basta la notte in cui cammini e il gelo?
o quali più assurde ed alte conquiste?
vuoi forse l'inarrivabile cielo?
ti basti la terra e mangia immondizia,
che di altro non può avere l'umano,
pasto del verme e poi della tortura
che il Tempo dona con la sua avarizia,
e che ci corrode malvagio e piano
per destinarci a triste sepoltura.
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