Io non so le cause che mi generano
così impotente al cielo
tu non sai le forze che si battono
così violente strappano
e si fondono nei tramonti
alcolizzati
sapessi contare il vento
che mi è entrato negli occhi
sapessi carezzare il silenzio
che trattengono questi corpi
di sole e mare
sarei più consapevole
dello straccio umano
dell'universo che invano
mi modella
potessi capire con lente oggettiva
quale meta ho raggiunto
o chi sono
sarei più consapevole
del mio essere umano
del mio strappo che ignavo
mi livella
al suolo
vorrei sapere chi sono
ma
il ronzio avaro delle catene strette al sangue che scorre schiavo dentro il mio
dannato
corpo umano
m'impedisce
di sapere
io non so capire
quali spinte mi sorreggono
coi piedi nudi
sul gretto ponte
che ci collega
sento una stretta
che mi sfrega i fianchi
stringo gli occhi
su ciò che è avanti
e spero
che il sole nero
non tramonti
solo
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