Poche righe per descrivere molto. L'ambiente ospedaliero, con le sue criticità. Una persona speciale, una sorta di angelo arrivato forse da un'altra galassia. Le nostre domande e i nostri dubbi, qual è la ricetta per migliorarci? Osservare gli altri o noi stessi? Perchè spesso è così difficile?
Sono angeli senza ali che il buon Dio invia nei luoghi dove si rende necessaria la sua presenza misericordiosa. Bella pagina Eriot.
Grazie Vincent e marinellianna. Sì, ci sono al mondo persone speciali dotate di una grande anima, qualsiasi cosa questo voglia dire. Mi viene in mente quello che mi raccontava mio padre. Era prigioniero di guerra e la razione di cibo era sotto il limite di sopravvivenza, la fame mordeva. C'era un prigioniero che a ogni pasto risparmiava un pezzettino di pane nero. Poi girava tra gli altri prigionieri e lo offriva a chi gli sembrava più disperato. Mi sono sempre chiesto quale ispirazione interiore bisogna avere per essere così.
Riflessione ed esame di coscienza per tutti alla luce di grandi esempi ( infermiera e prigioniero ). Anche questi intensi reportage personali sono poesia.
E', paradossalmente, un esempio di regressione a stati ancestrali, forse un rarissimo residuo di ciò che era l'umanità nella "Età dell'Oro" od una anticipazione di quello che sarà nella "Età dell'Acquario". Comunque è un esempio di follia, la stessa di Francesco d'Assisi. Purtroppo, di folli come questa infermiera, povero ne è il mondo.
Grazie Ancient. Mi fa piacere che tu scriva questo perché l'ho pensato anch'io. Propenderei per un residuo, nel nostro DNA, di una dote ormai regredita, attinente alla conservazione di una specie. Di una specie, non di un singolo. Ma è indubbiamente più affascinate la seconda ipotesi. Una "follia" emergente che conquisterà l'umanità. Come sarebbe bello se fosse così.