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Pubblicata il 05/07/2019
colori

un giorno mi svegliai
nel turchese,
immerso in un giallo
incandescente
aprii i miei occhi
striati come
la pelle di un serpente,
verdi e marroni,
e guardai
la corteccia
bruna dei tuoi capelli.
sprofondai
nel rosso abisso
delle tue labbra
con la mia lingua
come un assassino
con la sua lama
nel sangue della vittima.
un arcobaleno di fiori
si distendeva nel giardino,
e divino io credetti
l’esistere, il trasparente
respirare del mio naso.
ha invaso la mia mente
quella sordida e opaca
follia degli specchi sporchi,
appannati dal caldo
di una doccia
bollente
dove io,
esente
dal guardare
il bianco del mio corpo,
ho sempre creduto
di esser sano
come il rosa.
e’ vero che un giorno
il plumbeo bagliore
di una lapide
risplenderà
di un giallo girasole
di un raggio
fuggitivo.
ma io,
mia Musa violacea
come un ematoma,
affogherò con
la mia nave iridescente
fatta di parole
in un mare di nero inchiostro,
come ogni buon capitano
sogna di fare.
e’ un mostro, la vita,
un blu scuro
che si appresta
al nero.
ed è per questo,
ed è per questo …
lasciami brillare
come un ceppo
di legno secco,
folle e crepitante:
giallo dentro,
sfumando
verso il rosso.
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