PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 28/06/2019
Fuori, non è ancora l’alba.
un embrione di giorno ha palpiti sopiti,
uno svenarsi di lampade
trattengono i sogni degli uomini,
custoditi nelle fragili ampolle della psiche.
temo l’urto, il rompersi dell’acqua placentare,
forse il giorno ancora recherà dolore.
impotente, respingo a pugni stretti
l’avanzare della luce,
che si posa, palpitante,
sul paesaggio srotolato,
senza fermarla di un tanto…
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mi hai fatto vedere e sentire. molto bella, molto bella.

il 28/06/2019 alle 22:24

Ciao Ugo, quando mia madre mi lasciò, quella stanza restò chiusa per molte settimane e ho molto faticato a riprendere in mano la mia vita quotidiana. Grazie della tua compartecipazione ai miei testi.

il 29/06/2019 alle 07:30

toccante poesia.. lascia sgomento il dramma che in esso hai vissuto.....

il 29/06/2019 alle 08:39