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Pubblicata il 25/06/2019
Immagine dolce che irrompi
nel fragile cuore di primo mattino.
Ormai è l’idea che resta di te
che si fa icona di un tempo finito.
E vedo i capelli di grano e di sole,
vedo i tuoi occhi guardarmi com’ero.
E sento l’aroma, la voce di seta,
che dice ti amo, che dice mai più.
Io che credevo, da sordo, da muto,
una vita infinita di questa fiammella
non l’ho coltivata, protetta, difesa
e quindi s’è spenta, s’è spenta, dio mio.
Icona triste d’amore perduto,
non basta nascondere gli occhi
da quella cenere rimasti accecati,
il dolce sguardo che mi lasciasti,
chiudendo piano quell’ultima porta
è il quotidiano marchio fumante
che io imprimo sulla mia carne.
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C’è qualcosa o qualcuno che non esce mai dalla nostra testa, perché prima è passato attraverso tutti i pori della nostra pelle, attraverso la gioia o l’amarezza. Indipendentemente dal tempo e dalla volontà è sempre dove l’abbiamo sistemato noi e basta un refolo perché ricompaia. Ovunque sia c’è e ci starà sino a che glielo permetteremo. Versi sentiti.

il 25/06/2019 alle 15:26

Grazie arlette: è così.

il 25/06/2019 alle 16:14

Dalla tristezza di questi versi affiora un senso di colpa, che il tempo non riesce a cancellare.

il 26/06/2019 alle 06:57

Grazie Vincent Genziana.

il 26/06/2019 alle 10:20

Belle immagini intrise di rimpianto e di amore.

il 26/06/2019 alle 17:29

Grazie Anna.

il 26/06/2019 alle 17:32

quello che più mi colpisce in te è quella carica di umanità che ti fa entrare nell'intimo di chi ti legge.... condividendo cosi i tuoi pensieri e le tue sofferenze....ti leggo volentieri Gabriela.

il 27/06/2019 alle 18:20

Grazie Gabriela.

il 27/06/2019 alle 18:46