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Pubblicata il 20/06/2019
Stanza numero 2
nella notte, la dimora dalle ossa di cemento, assume connotazioni di sequoia: le sue radici si estendono all’infinito, come liane sotterranee, e si nutre dei miei sogni e dei sogno dei miei figli, e dei sogni di coloro che prima di me, in essa, hanno dato corpo ai sogni.
i sogni degli uomini producono energie di cui si sfamano gli spiriti custodi di tutte le case, di tutte le ere, fin da quando l’uomo cominciava a sfogliare le pagine della Genesi e imprimeva il sigillo del suo pensiero sul papiro della storia.

stanza numero 3
quando la casa è sola ha brividi che sconquassano i pilastri; le piccole anime delle cose emettono vagiti di bambini abbandonati.
gli armadi singhiozzano sulle cerniere,
le ante imbronciate si scostano dai cardini; le cristalliere stendono sui loro frontali
drappi di malinconia quaresimale
e i calici tracannano bourbons per obliare echi di feste lontane.
quando è sola la casa solfeggia sonetti di quiete, in attesa della musica prodotta dalle voci di coloro che la abitano.
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tanto bella!!!

il 20/06/2019 alle 23:09

Grazie Ugo, sono in arrivo altre Stanze

il 21/06/2019 alle 08:25

Anna e la dolcezza della parola. Sei tutta una musica !

il 21/06/2019 alle 22:50