Spazzata da venti di tempesta divorata da fameliche umane fauci sollevata da un turbine di emozioni stritolata da atti ostinati scompare in un mare di volgarità una briciola di buonsenso
spezzata dall’unghia di un gattino abbandonata su un vassoio di dolcezza profumata da essenze naturali trascinata da una goccia di spumante raccolta dal canto di un soave passerotto ti ritrovo nella tasca di un pargolotto