C’era un autore, qualche tempo addietro, scriveva “Madre”, “Il Tiglio”, “Margherita Hack”, “A ciascuno il suo mondo”, scriveva “fortunatamente il poeta si siede e osserva, ci sono nuovi tramonti da guardare, tante cose nuove da scoprire. E diceva “si scrive per condividere, si condivide per scrivere”. Un autore a suo modo dissenziente e il dissenso è linfa in qualsiasi congregazione umana. Se riuscisse ad uscire dall’Astio e tornare al suo vero stile, sarebbe un “condividere”, così come la parola si fregia di significare. Puoi mandarmici Giuseppe, non cambia molto per me, ma puoi anche decidere di tornare a scrivere.
Nessuna obiezione, però ricordati anche di lasciar vivere. Qui ancora c'è parecchia gente che basa l'interscambio sul reciproco rispetto.