In una Lunga nottata di mezza estate, udì la mia trasformazione interiore e uscendo dalla porta la incontrai da vicino, in un suono di lame fragoroso. Ostentai nella radice della dubbiosa cupidigia e nella rendenzione di stoccolma, ho intravisto me stesso scendere giù per le scale e non ho insistito più nell'indugiarmi. Ero stanco e giuravo nel mestiere dell'eterna ambizione...