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Pubblicata il 21/05/2019
de profundis

gigantesca, come il mare,
in te la mia anima pesca
abissi sconosciuti, muti
attimi di immensità.
lascio i crocifissi
d'oro e viltà
agli uomini che cercano
l'eterno in un perno
di ferro che s'apre
e mostra solo panche
e un po' di acqua sporca
in un lavacro.
in te tutto quel che è sacro
non si vede, è nascosto,
mosto dell'anima,
piede nell'ombra.
con te ho dormito
sdraiato sulle nuvole,
cullato dal vento
come una vela
che di sera leggera
sfiorava le onde,
come una prua
che di sera leggera
fendeva il buio,
spada di legno.
il tuo disegno
non conosco,
nessuno lo conosce,
forse solo le cosce
di una donna che danza
fra i miei incubi,
che con i suoi occhi
brillanti mi osserva,
stelle orbitanti
attorno a un buco nero.
ti prego, aleggia
fra i miei versi
come cieli tersi
in un malinconico
gennaio.
ti prego, fertilizza
le mie rime
come concime
per le petunie:
il dubbio, il vino
e la disperazione
hanno bruciato
questa terra
ed i miei pensieri
son contadini
incapaci di far
fiorire anche solo
un verde germoglio.
questo foglio è un pozzo
senza fine,
e sulle pareti ha spine,
roveti inestricabili
che non mi fanno
risalire:
sono intrappolato
come una mosca
nella fitta tela
di questo dolore.
ti prego, Poesia,
dammi solo una parola,
anche una sola
che mi illuda,
che la mia anima nuda
trascini nel vento.
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Ho tanto bisogno di versi come i tuoi, profondi e puri, ho tanto bisogno di concime per le mie amate petunie che in questi giorni boccheggiano di troppo sole. A presto.

il 13/06/2019 alle 07:23

Grazie mille Anna per questo enorme complimento.

il 13/06/2019 alle 13:02

sono sempre sincera

il 13/06/2019 alle 16:39