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Pubblicata il 12/05/2019
Il cielo d’un azzurro scevro di nubi
si rifletteva nel passato remoto
ed attraverso le crepe che ha lasciato
canta ancora la sua arcaica storia.

un’aura misteriosa
sprigionavano quelle pietre,
le grotte rupestri e la necropoli
abbarbicate su un terrapieno
digradante verso la costa.

fui ammaliata
da quella natura selvaggia
in cui torrenti e piccoli fiumi
fluivano silenziosamente
incastonati lungo un canyon
formatesi tra le calcaree rupi.

il belare delle capre
che brucavano
sotto un portentoso sole
tra le siepi scarne
radicate fra le ripide pareti
poggiate sull’Anapo
che scorre fino a valle
fu l’unico suono di questo luogo
selvaggio ed antico.

e lì, sul margine del prato
nell’osservare quel contesto
m’innamorai del vento
che carezzandomi dolcemente
mi sussurrava
i segreti ritmi di quell’antico canto…
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Preziose e intense immagini della natura, espresse in versi di rara eleganza poetica Lirica molto apprezzata

il 12/05/2019 alle 21:01

Per più di un attimo sono stato lì, ho percepito tutto ciò che tu hai descritto magistralmente!

il 12/05/2019 alle 21:29

Grazie infinite ad Archana, Sir Morris e Genziana. Buon inizio di settimana a Voi!

il 13/05/2019 alle 15:32