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Pubblicata il 06/05/2019
Spesso capita di non essere compresi nemmeno dal proprio medico di fiducia, i tuoi referenti sono spesso ferrati nel capirti e a giocare un pò agli ingegneri del tuo animo...vero anche che le aspettattive che creiamo su superfici di plastica, aumentano la nostra superficialità e dovremmo invece riciclare il nostro malore per un qualcosa di rivoluzionario. Ricordo un grande fuoco di campagna nella mia infanzia, quella era vera medicazione interiore che distruggeva ogni dubbio e rassicurava i torrenti dell'indifferenza da me lontani qualche chilometro. Aveva l'aria di un'indifferenza nobile, che trasportava il fato del maligno fuori dalle mie onde di vita; all'inizio ero spaesato ma cercavo a tutti i costi di render giustizia nelle vie di mezzo tra mondi in lotta e mondi serafici ,così da esser primo o poi immune agli schiaffi di vuoto danzante nello stomaco.

- Siamo noi i medici di noi stessi e nel mezzo delle parole....sguaiamo spade di medicinali alternativi...
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Sono d'accordo, nella maggior parte dei casi, siamo noi i medici di noi stessi. Dobbiamo saper ascoltare la nostra interiorità per capirci a fondo, allora, forse la confusione pian piano si dileguerà. Riflessione condivisa!

il 06/05/2019 alle 08:42