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Pubblicata il 04/04/2019
E poi prender sonno

dalla tv voci ovattate
a raccontare del mondo intorno,
un sottile pulsare vita,
una nebbia a contornar il sonno.

e sono qui, cosciente,
a arrotolare ammassi di pensieri,
sdraiato ed insonnolito,
una vivente mummia da divano.

addosso una giornata
vissuta nel rincorrere l’inutilità,
un mucchio selvaggio
di vuote ombre d’umani ridens.

e poi cedere al sonno,
bearsi alla quiete del non senso,
appeso a ore di silenzi
e finalmente dal giorno liberato.
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grande Renato, un semplice dipinto il tuo che sale d'intensità possente quando mi ritrovo e siamo tutti lì con te sul divano ad assaporare il distacco dal quotidiano, credo sia il senso del tuo scrivere, prendere il largo dalle miserie del giorno che ogni volta ci delude e ammalora con notizie di guerra e delusioni profonde, e lo eri amareggiato, sì, da come vanno le cose, caro amico che ora riposi nel sonno vero eterno senza tempo, e rispettando la tua fede non posso fare a meno di una preghiera che non dico nè mormoro per te, ma sento vivida dentro, quella di mia madre e della tua, che ci insegnavano il latino, e ora l'eco mi scuote addosso, piango e ti dico fai buon viaggio, grande anima la tua e generosa per tutti, grazie e grazie ancora , ciao vir

il 18/03/2026 alle 12:06