Seconda parte
secondo il quarto bisogna onorare padre e madre
ma questo non significa di farsi comandare
a bacchetta per tutta la vita terrena
ma volergli bene e aiutarli se soffrono una pena
quindi i figli non devono sfruttare
se sono disponibili il padre e la madre
e i genitori devono lasciar liberi i figli
di viver la loro vita aiutandoli con i consigli
troppo spesso purtroppo non accade
e alcuni figli si trovano le vite rovinate
dall’enorme egoismo dei loro genitori
che li hanno trascurati o soffocati di attenzioni
e anche tanti genitori si trovano abbandonati
dopo essere stati soltanto sfruttati
da figli che scaricano su padri e madri come bagagli
le proprie responsabilità e i propri sbagli.
un buon esempio è il quinto comandamento
che recita “non uccidere” in modo convinto
e l’uomo si è dedicato alla tortura
e alla corruzione di un’anima e una mente pura.
basta che nessuno resti ucciso
e il peccato non è stato concluso
se poi per sbaglio uno si uccide tutto solo
la responsabilità è la sua e suo è il peccato.
il sesto dice di non commettere atti impuri
e nel capire il senso siamo già fuori
perché in senso stretto è stato interpretato
impuro è ogni fatto fuori dal rapporto consacrato
e così sono stati celebrati matrimoni
dove i coniugi erano due perfetti estranei
e non si erano mai parlati prima d’allora
o magari si odiavano a morte a ogni ora.
se nel matrimonio non c’è libera condiscendenza
la convivenza è piena di insofferenza
di violenza, di ingiustizia, di ogni male
che regna dove non c’è affetto e amore.
il settimo recita “non rubare”
ma se il proprietario lascia tutto per scappare
non è un furto se qualcuno s’è appropriato
di quello che risulta abbandonato.
la legge non dice di non spaventare
come non dice di non torturare
e non dice neanche di non convincere un altro
con l’imbroglio o la forza a fare un folle atto.
l’ottavo dice “non dare falsa testimonianza”
ma credo che sia disatteso in abbondanza
perché di bugie ne raccontiamo a milioni
per tante e svariatissime ragioni:
mentiamo perché l’altro poi si arrabbia tanto
e non vogliamo che per questo si senta affranto,
mentiamo per non restare coinvolti
in questioni dagli imprevedibili risvolti,
mentiamo per adulare e compiacere
sperando qualcosa in cambio di ottenere
se poi quello si monta la testa e da di matto
non è colpa dei complimenti che abbiamo fatto,
mentiamo per aver fatto un giuramento
a un amico che vogliamo far contento
se poi questo danneggia anche qualcuno
non andiamo per questo a chiedere perdono.
continua….