L fango
solo e pensoso qui rimango,
con gli scarponi nel fango
senza alcun ombrello
a proteggermi da questa
nera pioggia dei miei pensieri.
funesta brama m'assale
mente austera sfoggia
la luna il suo spettrale
sorriso, mentre il vento
stona come un flauto
incapace. Anima mia,
quale rapace ti ha strappato,
lacerato, fatta a pezzi
come una poesia sbagliata
da gettare nel cestino?
quale divino respiro
potrebbe mai soffiarti
in questo fetido
sacco di immondizia,
in questa immonda sporcizia
che cola merda e sofferenza
dai suoi pori?
anima mia non sei
né vela né aquilone,
ma polvere che vola
nel bisbiglio del vento,
giglio marcito
di questa arida terra.
non esser avida, speranzosa,
non illuderti nella velleità:
la felicità è l'illusione
degli stolti.
anima mia, ho creduto
che la poesia ci avrebbe
accarezzato con comprensione,
come una dolce madre
che tutto sa del figlio.
anima mia, ho creduto
che il muto infinito
mi avrebbe sussurrato
almeno una volta,
almeno una volta
parole immense come stelle,
ma il suo silenzio
mi ha ricordato
che nulla esce fuori
dal vortice eterno
di questo buco nero.
anima mia, ho creduto
che il fango sarebbe
andato via scrollandomi
le scarpe, ma è andato
il tempo in cui ho creduto.
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