PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 12/02/2003
BERLINO




Certi se ne stanno così
Come una Chiesa della Memoria
Devastata e mai ricostruita
Un sacro profanato
E un profanamento sacro

Sono i poeti
E le loro parole
Pezzetti venduti
Di un odiato Muro abbattuto



A casa conservo un frammento del Muro di Berlino. Il Muro di Berlino, noi lo odiavamo. Poi a Berlino, il 6 ottobre 1989, andò il grande Gorbaciov (avevo 23 anni). Il 9 novembre arrivò il decreto che consentì l’apertura delle frontiere tra Germania Ovest e Germania Est. E, dopo trent’anni di assurde sofferenze e tristezze, il Muro crollò al grido di “Noi siamo il popolo, un solo popolo!”. Lo odiavamo, eppure intorno ad esso si era infine costruito, quanto meno nella Berlino ovest, un certo fascino maledetto. Che era poi il fascino della Berlino tutta degli Anni ’70. Erano gli anni della trilogia Bowie-Eno, “Low” e “Heroes” in particolare; del trasgressivo nightclubbing berlinese; di Wim Wenders e “Il cielo sopra Berlino”; di Christiane F. e i ragazzi dello Zoo di Berlino, giusto per dare in un flash l’idea. Ma veniamo alla poesia in versi liberi: certi poeti, solo i più grandi, sono impressionabili dalla storia, verso cui sono sensibili e a cui sono quindi partecipi. E della storia dell’uomo ne scrivono alla memoria parole inevitabilmente di dolore. Sono come la Chiesa della Memoria distrutta durante la seconda Guerra Mondiale e così lasciata, mai più ricostruita, a perenne ricordo degli orrori di guerra. Una sacralità profanata e un profanamento divenuto sacro per la non meno importante memoria agli uomini di buona volontà, se non più di Dio, degli orrori perpetrati dall’Uomo a Se Stesso (ricordate “Solaris” di Tarkovski: sarà la vergogna a salvare l’uomo?). Poeti che di poesia in poesia abbattono e vendono o regalano anch’essi frammenti, pezzi del Grande Muro di una Incomunicabilità vasta però quanto il Mondo e i tempi. Noi siamo il popolo, un solo popolo! Dann sind wir helden fur einen tag…




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Molto interessante, impatto potente come "the Wall", dei mitici P.F., belli i concetti stigmatizzati dalla poesia e ben sviluppati nella nota.
Ciao!
Axel

il 12/02/2003 alle 11:38

..quanti muri da abbattere, amico!!..ma e' bello ricordare e nel ricordo sperare che molti verranno ancora abbattuti, nel nome della coscienza e dell'umanita'..Ti abbraccio Luna

il 12/02/2003 alle 14:32

Luna, Lady Luna... in ultimo anche questo schermo è un muro, illudendoci però che non lo sia. Ricambio l'abbraccio, ideale ahinoi. DR

il 12/02/2003 alle 21:52

Ciao Alessandro. Non so mai cosa rispondere ai commenti, ma è meglio che ogni tanto lo faccia o si penserà che sono antipatico. Schivo sì. Ok, ciao.

il 12/02/2003 alle 21:54

mhhhhhhhhhhh..di saggezza non vivono i sogni..ma solo della luce fulgida del sentire...Ciaooooooooo..Luna

il 13/02/2003 alle 11:09