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Pubblicata il 24/12/2018
Come stalattiti stanno appese
a rami ingialliti e riposano,
le anime a dicembre.
tutto dorme.
la vita si confonde con la morte.
assopiti, i cuori attendono il risveglio.

era dicembre,
allor che il seme
fu gettato alla terra,
era d’inverno
ed un pallido sole
non seppe scaldarlo.

accucciati ai nostri pensieri,
al calore del braciere,
ascoltiamo il crepitio della fiamma
e i nostri respiri che scaldano le mani:
è notte e le parole non servono,
bastano solamente lo sguardo e le carezze.

era dicembre,
quando gli occhi
si chiusero un istante,
era d’inverno
ed il tempo breve
sembrò durare a lungo.

assordanti cornamuse ripetono
ataviche note di riti pagani,
lontano lo scroscio di pioggia
che bagna buie stradine desolate.
intrecci di ricordi.
memoria di cose andate oltre.
un presente più che mai infreddolito.

era dicembre,
solo poche foglie
coprivano le desolate vie,
era d’inverno
e la nostra solitudine
pioveva lacrime di nostalgie.

accendi e spegni di luci colorate
riflesse su vetrate appannate
da fiati di bimbi.
sentimenti irripetibili
sfumano nella nebbia del deja vu.
adesso è solo tristezza,
follia d’uomini persi nel nulla.

era dicembre,
la vita ci sorrideva
con la sua giovine dolcezza,
era d’inverno
e bastava davvero
così poco per riscaldarci.
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