Nebbiosa,inquinata,nevrotica
e giunta la notte di Natale.
satura di frustrazioni
rabbie represse.
giungono i magi dalla Cina
con vibromassaggiatori
anticoncezionali
falli e vagine in similpelle.
gremite le chiese,di dualistici fedeli.
tra poche ore la fede annasperà
fra spumanti e menù elaborati.
conversazioni gastrosessuali
subentreranno agli inni sacri.
alleluia,alleluia.
buon appetito agli uomini di buona volontà.
algidi presepi elettronici,senza sacralità
comete in espanso,alberi in polivinile
accanto a manifesti,poster
insegne pubblicitarie
raffiguranti turgidi seni,bocche sensuali.
cosce affusolate,natiche di ogni dimensione,
augurano al mondo edonista un felice Natale.
sull'ingresso di un locale,
ciondola un travestito sudamericano
orgoglioso,dei suoi prorompenti
seni al silicone.
sento aprirsi una finestra.
forse un cecchino,che festeggia il Natale
abbattendo passanti.
per strada,alcuni giovani mi dileggiano.
cercano qualcuno per azzuffarsi.
un grosso cane,mi guarda con sufficienza,
poi,se ne va lentamente,senza girarsi
conscio della sua superiorità.