Perduto tra sassi erosi dalla nostalgia
di un ultimo tramonto rosa oltre le colline
di gialla terra bruciata dal sole e dall’apatia,
il sogno s’infrange su tutte le mattine
che scandiscono le vite e le follie
del quotidiano andare incespicando qua e là
e tu mi chiedi di scrivere poesie,
come se una fragola matura per l’eternità
rimanesse per sempre dolce e rossa,
come se il brillar delle stelle che ci giunge
non sia solo apparenza di svita smossa
ed il ronzio dell’ape non significa che punge,
tu mi chiedi di trovare le parole,
mentre io son già disteso su un prato
ad ammirare il moto incessante del sole
che invece sta fermo: immobile e disperato.
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