E di questo
steril tessere
mi ritrovo figlio
a filare
d’incertezze i giorni
a disfare e a rifare
vesti d’amore.
indefesso operaio
nella fabbrica della sorte
immantinente
tesso la vita
che passa tra le mani
sottile e sfuggente.
invisibili fili
di trascendenza indosso
a ricoprire le nude vergogne
della mia esistenza.