Diktat
troppe domeniche
clochard
vestito d'edere
il grano è pieno ma nessuno viene a mietere
il sole balla ma nessuno riesce a credere
sul mio sentiero m'accompagna un corvo nero dice che
sto al mondo ma sono straniero
e giunto al bivio io non presi la radura dei clichè
scelsi la selva del pensiero.
tic tac
questo giorno muore lento
mentre affoga quel tramonto
fra le cime soffia il vento
m'è compagno il suo lamento
mi rammenta quel momento
quando precipitai dentro
la mia casa fu perduta e come letto ora ho un blocco di cemento
con i sogni che congelano davanti un fuoco spento
fanali come stelle verso il centro
ed alito di nuvole tant'è che sta piovendo
speed crack
occhi di cenere
città
puttana e venere
la pancia brontola la bocca prova a chiedere
la gente m'evita non ha tempo da perdere
il mio pensiero va a quel passo del Vangelo dice che
chi è Santo accoglie il forestiero
ma per sfamarmi frugo dentro l'immondizia di voi re
le mani sporche verso il cielo.
e tic tac
questa notte farà freddo
quel balcone come tetto
mi restringerò nel mio cappotto stretto
sono infetto
tremo mi lamento e scotto
temo questo mondo gretto
morirò negletto senza affetto
poi faranno un titolo in grassetto
croce anonima ed ortiche per l'ennesimo reietto
la società cancella il suo difetto
sul mercato un fiore di titanio gelido e perfetto.
diktat
troppe domeniche
clochard
vestito d'edere
il grano è pieno ma nessuno viene a mietere
il sole balla ma nessuno riesce a credere
sul mio sentiero m'accompagna un corvo nero dice che
sto al mondo ma sono straniero
e giunto al bivio io non presi la radura dei clichè
scelsi la selva del pensiero.
ed ora ascolto strane voci nell'eco di questa corsia
c'è un Epicuro nudo e fa filosofia
una Madonna con le mani giunte che fa compagnia
ad una sagoma digiuna certa d'essere il Messia
e così sia..
ognuno è perso nella sua pazzia
con l'anima impigliata agl'angoli di strada dove passa questa borghesia
che copre gl'occhi ai pargoli che con passetti rapidi veloce sui suoi tacchi scappa via
che il galateo non parla d'empatia
e in genere le cene di gala l'elegante signoria
fa a pezzi carne tenera con la sua argenteria
e indifferente lapida con pietre rare di gioielleria
mastri di giocoleria
con la loro fantasia
con alloro sulle teste e nelle ceste
fiori esotici e poesia
con troppe sfumature in questo mondo di paure e di
perfetta geometria.
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