Noi due stesi sopra un letto consumato
dando colpi al materasso
per tirare su la polvere e guardare
quei granelli lievitare
dentro un fascio di tramonto che passava tra le scuri
noi due enormi come Dei nell'universo
mi dicevi di pensare ai miei problemi
e di rapportarli con quell'infinito
che c'è un tempo che fagocita ogni traccia
e che d'un tratto svaniremo
e parlavi con il viso tuo sereno
e fissavo le tue fosse del sorriso
e cambiavano stagioni d'improvviso
ma il maglione che tessevi amore mio non era pronto
e ora sento il freddo che mi striscia dentro
tutto brucia e non c'è fuoco che mi scaldi
e mi rannicchio in quel momento
ma non vedo l'ombra tua sul pavimento
e il falò nel focolare è quasi spento
e la polvere ora è polvere
ed il tempo è una prigione di silenzi
vendo l'anima a due spiccioli ma dimmi a cosa pensi.
io nel dubbio non ho dubbi
cerco ancora il tuo pensiero
tu che sei cubo di Rubik
ed è un labirinto nero questa casa
che nasconde souvenier del tuo passaggio
e li mostra all'improvviso mentre riordino il disagio
di svegliarmi con l'angoscia che hai lasciato dal tuo lato
di svestirmi dall'abbraccio che mi davi ed il creato
si tingeva di mattino e baci tiepidi sul tuo cuscino
dai m'alzo per primo tu rimani e inventaci il destino.
e ora scrivo questo testo e da un difetto posturale
sguardo basso ed occhi lucidi
fatico a respirare
tengo il terzo dito teso per chi dice di scordare
e se chiodo scaccia chiodo resto appeso al tuo murales
è fuggita dalla fiaba la più bella del reame
se n'è andata senza dire niente
vaffanculo ed amen
ed il principe è impazzito ed ogni sera tiene un ballo
ma a nessuna calza bene quella scarpa di cristallo.
- Attualmente 4.375/5 meriti.
4,4/5 meriti (8 voti)