Come pargolo con l'occhio alla fessura
ogni senso mio è proteso allo scoprirti
notte uggiosa e labirinto di peonie
quest'è il talamo sul quale consumarci.
nel capriccio di un allegro ma non troppo
sotto il velo d'un foulard di seta rossa
mostri e fuggi deridendo i vuoti morsi
del braccarti mio fra arborei corridoi.
che castigo udir le tue impunite risa
già che manco a capovolgerti il respiro
mai approdasse la mia carne ad abitarti
dei tuoi sensi aperti ne faremmo grido.
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