Note gravi
intonate dalle tue dita
strisciano sulla mia carne
-mentre il silenzio ascolta assorto-
il coro degli spettri ulula
leggo un gelido labiale
su volti senza occhi
-la notte accompagna melodie distorte-
e tu streghi la mia anima
trasformandomi in pietra
assiderandomi le vene
- impazziti gli strumenti hanno vita propria-
anche il buio ha un suono
che si fa frastuono
mi assorda e stordisce
-legioni ballano nel sottosuolo della mente-
e gli inferni vibrano nel fuoco
voci di dannati ammorbate
da oscure formule uscite da un'ordalia
-l'arte maledetta dell'incanto mi rapisce-
canne d'organo in fiamme
in una sala rovente
il ghiaccio di un richiamo
- e non posso non rispondere-
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