Naufraghi della beatitudine
di una felicità perduta,
miti speculari
in specchi rotti,
cavalli stanchi.
un’altalena tra dolore e gioia
dondola e dondola,
sopra, la gente cambia.
ora è il mio turno.
e varco i confini
della ragione,
aggrappato ad un’illusione,
soffro e rido,
derido me stesso
come ultimo smacco.
e di là dal confine
gioisco della mia tristezza.
vago stanco tra le emozioni
e i petali del pianto
a farmi da tappeto,
steso lungo la strada della vita.
e mi fingo uccello
per volare via.
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