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Pubblicata il 15/01/2003
Ritornavo pensando
che quella non era
la strada di casa
e che non era neppure casa
quella dove andavo..
e che non ha senso
neppure fuggire, oramai,
se non c'è alcuno
che potresti non trovare
al ritorno.
Ed il mio gioco è fatto..
rimane la via,
senza ritorno.
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Dal gusto amaro di una malinconia solitaria, di grande dignità in ogni caso, molto ben resa nello svolgimento dolce del brano e altrettanto nella profonda verità della tristezza di non sentirsi attesi.
Animo Kay! Un abbraccio. Max

il 15/01/2003 alle 20:40

Triste ma molto vera.
Un caro saluto
Gaetano

il 15/01/2003 alle 22:39

"Ed il mio gioco è fatto..
rimane la via,
senza ritorno."

non si ritorna mai... in nessun luogo...
l'insostenibile leggerezza dell'essere....
la via è sempre senza ritorno.

Ciao.

JJ

il 15/01/2003 alle 22:39

ciao Max.....ma tu vedi sempre tristezza ed amarezza nelle mie parole? Non è sempre così, sai?

Grazie

Kay

il 16/01/2003 alle 08:51

Ne sono felice Kay! Qui mi era parso che qui la malinconia fosse il tema conduttore del ritorno. Ma prendo con grande piacere le tue parole :-)
Un abbraccio e a presto.
Max

il 16/01/2003 alle 09:42

Avvitamento della spirale del non essere...
Ben svolta e toccante!
Un abbraccio, Kay!
Axel

il 16/01/2003 alle 12:40

...una sera d'inverno, ad un tavolo
ricordo i tuoi occhi
e rivedo stelle lontane

ciao
L.

il 16/01/2003 alle 14:41

Grazie Luigi.

Un caro saluto.

Kay.

il 16/01/2003 alle 15:45

non sempre si puo dire dove si vuole andare..non stancarti mai di cercare..Lun a

il 16/01/2003 alle 15:46