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Pubblicata il 14/01/2003
Ah,quanta ebbrezza m'assale in
quel fugace ardir del vagare
per vallate e monti,su cime
sempre diverse e maestose

e quanto vigorosa e dolce
quella passione del partire per
una nuova vetta,a notte pensata
e già studiata in tutte le forme.

Ogni ora è buona per cercar
giusta la meta,su pei sentieri,
sempre più in alto e compiacersi
di quanto attorno appare,

così che i boschi,rocce,radure
ed acque di ogni gener,sempre mi
paion per bellezza loro,grandi
compensi al faticar della salita.

Come le vette erano importanti,
altrettanto l'era un fil d'erba,
un fiore,un ragno,che a tesimoniar
la vita non eran lì per caso.

E quando mi soffermavo a vedere
il sole a degradare laggiù nel
variegato fuoco,già pensavop ad
un altro giorno non trascorso invano.

Al giunger poi della voluta sera,bello
appariva il buio con le sue luci e
sereno veniva il ritornare a valle
mai così chiaro per la certa via.
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