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Pubblicata il 12/01/2003

Sottozero,
sono le dieci e mezzo di sera;
fra poco andrò nel letto,
sotto la trapunta nuova.

Come ogni notte
disteso sul ventre
chiuderò gli occhi
nel nero niente del sonno.

E’ vero quel che si dice:
ho dormito un terzo
di mia vita, almeno,
ed ogni notte -

per tredicimila notti -
mi sono allenato
a un’idea di morte
che a questo somigli.

Eppure, dopo tanto
esercizio appropriato,
ancora non sono sicuro
di essermi abituato

la mente ancorché il corpo
al supremo ultimo sforzo.


Davide Riccio
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Mi ha colpito il tuo "cercare" l'abitudine ad una verità suprema di tutti! la "Morte"
Grande Piccolo mistero che ci porterà per mano d'avanti alla vita passata.

Molto bella ed Originale!

MauMusiC

il 12/01/2003 alle 21:03

Ringrazio per ogni commento. Vorrei soltanto precisare che il titolo (forse ho sbagliato a digitare) è souplesse, ossia quella elasticità morale per cui, pur mantenendo fede alle proprie idee e ai propri principi, ci si riesce ad adattare alle circostanze, agli ambienti etc.

il 12/01/2003 alle 23:21

Ma dai! Non ricordi quante volte sia accaduto. Tutto qui.
E di notte cerca di pensare al "prima" e al "dopo".
Credimi: è un buon allenamento.
Tonifica e non fa male.
Anzi!
Er

il 13/01/2003 alle 22:10