PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 11/01/2003
Ho intriso
La mia penna
Nell’inchiostro dei miei sogni
Dei miei ricordi.
Il nero è degli incubi:
Quelli della paura
Della solitudine
Del dolore;
Il rosso è un frammento di cuore
Che s’agita
Che pulsa
Meccanicamente
Autonomamente
Lontano da me;
L’incarnato è di labbra
Socchiuse
Tiepide
Capaci d’aprirsi per parlare d’amore;
Il verde è dei tuoi occhi
Quando ridono
Quando chiedono un bacio
Quando guardano fiammeggianti
Sprizzando desiderio;
Il giallo è del Sole
Che mi riscalda le mani
Ma getta ombre nella mente
Abbandonata
Su spiagge fredde
Espulsa dai pensieri miei;
Il bianco è della Luna
Ammantata d’assoluto
Sacro simbolo di purezza
Quella che ti porti dentro
Che vuoi tirar fuori.
La mia natural tavolozza
È semplice!
È fatta di noi
È fatta di luce.
Un foglio per l’orma
Del pensiero mio
E nasce una poesia!
Sbiadisce l’inchiostro
Le parole si frammentano
Diluisce la tinta.
Il filtro delle lacrime
Stille di ricordi
Rimescola l’architettura dello scriver di prima.
Ma non ho la sabbia del futuro per asciugar tutto,
Tener ferme le idee.
E tratteggio con un dito
Quel che resta d’un poetare
In un freddo tramonto marino e ventoso.
Naturalmente abbozzo solo un nome
Impastando su foglio
Il frutto estremo
Del mio ultimo atto d’amore.
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Bella voragine di Fati,di ombre estreme nel tuo estremo pensiero. I colori che usi si mescolano bene nel tuo "Pittopoetare" e salgono lente Bellissime senzazioni di Tempo.

Mi piace!
Mau

il 11/01/2003 alle 21:17

Grazie, Mau!
Sai che mi diverto a spaziare con immagini e colori ma su un tema abbastanza "sentito" in questo momento.
Inoltre, come avrai notato, il mio "amor fati" è abbastanza visibile.
Hai colto nel segno, amico!
E il poetare (come pittura) è un modo per "liberarmi" di tanti "incubi".
Un caro saluto.
Er

il 11/01/2003 alle 21:25

"Quì mi fermo
mi desto
e ascolto
in riverente preghiera
il dolce canto
della tua poesia"...

Grande...ciao!
albachiara

il 11/01/2003 alle 21:56

Grande è chi ispira, non chi traduce, in versi, le emozioni, le idee, le sensazioni e le verità che da Lei promanano.
Qui, dove sono, è abbastanza facile comporre...
Ma non basta!
Se no, anche il mio vicino scriverebbe poesie.
E' sempre una questione di "conoscenza" e di "sensibilità", oltre che di grande solitudine.
Grazie.
Er

il 11/01/2003 alle 22:00

commovente "imagin " di JhonLennon non potevi descriverla meglio si anch'io i sento spesso cosi ma non ti rivelo oltre:)) potrei infrandìger la scogliera già infranta dalla risacca dell'onda
un bacio MG:)

il 11/01/2003 alle 22:25

...e così nasce un quadro di cromatico effetto in cui ogni colore è posto nel suo ordine ed ogni pennellata va diritta al cuore.
Complimenti Nemo...
Ne scrissi una tempo fa più o meno sul genere...
"Nel posto in cui solitario dipingo la tua bellezza!...

Un sorriso Nemo!
;-)
M'

il 11/01/2003 alle 23:07

Ho letto questa tua rapito dal piacere di scorrere il fascino appassionato dei versi, nel tratteggio colorato dei sentimenti "nel ventoso tramonto marino", come dici con fluida e splendida lirica. E poi aggiungi "naturalmente abbozzo solo un nome" e in questa solida unità-unicità di trasporto integrale d'amore ci offri la tua umana consistente sensibilità in anima. Piacere di leggerti amico!
Un abbraccio.
Max

il 12/01/2003 alle 00:01

Strano commento...! E' come se fossi entrata nel mio computer! Oppure hai letto una mia recentissima poesia ma su altro sito!!!
Il tema dell'onda e del ritorno è di una poesia che apparirà qui stamani.
Qui le immagini che dipingo le attingo dalla mia vita e poi, in un momentoi di sconforto, rimpasto tutto ma emerge solo un nome.
Grazie.
Un bacio anche a te.
Er

il 12/01/2003 alle 07:31

Grazie, Marco del commento gradito.
Dipingo quel che il cuore mi suggerisce. Ma essendo molto scarso nel disegno, mi sono trovato a farlo con le parole.
Un abbraccio
Er

il 12/01/2003 alle 07:33

Grazie Max!
Non so dipingere ma riesco a immaginare quel che può provare un pittore quando, teminato un quadro, bello o brutto poco importa, alcune "gocce" lo devastano facendogli apparire solo un insieme di colori e nulla più. E allora gioca con gli stessi e gli viene da scrivere solo uyn nome: quello dela Modella, ovviamente.
E così son io, dopo aver composto una lirica.
Ma, al più, riesco a malapena a leggere quel che lo schermo mi dà in quanto non si cancella facilmente il...documento digitale!
Ed ecco che il gioco (tragico) si ripete quotidianamente. E il poeta/pittore resta solo col quo scritto/quadro a disegnare, tracciare con un dito il nome ci chi si ama.
Grazie e un caro abbraccio
Ernesto

il 12/01/2003 alle 07:39

Grazie del commento e del consiglio, B. Ma in questo periodo vado a letto molto prima.
In realtà avevo anche scritto al sito pregando, in tarda mattinata di ieri, di non pubblicarla e di faarla uscire domani/oggi. Questo è il risultato: uscita in terza ondata. Sembra fatto apposta!
Comunque l'importante è esser letti e tanto mi basta. Spero meglio oggi dove c'è una poesia dal sapor...Capirai!
Resta la circostanza dell'apprezzamento di alcuni amici.
M'appago.
Un caro saluto anche a te.
Er

il 12/01/2003 alle 07:42

...è una stupenda tavolozza la tua anima...eh si, amico mio, non manca proprio nulla, i tuoi colori vitali hanno l'essenza dell'amore vero, quello che va oltre la vita, e oltre ogni immaginazione divengono reali nel momento stesso che li vivi, anche se nei ricordi, perchè i ricordi sono più vivi della tua realtà...questa realtà che a tutti i costi li vuole sbiadire...le tue lacrime sono il condimento del dispiacere, ma tu vai oltre...perchè tu vuoi amare, tu sai amare, tu ami...e basta...
...bellissima lirica come sempre, e come sempre velata di tristezza...
...un bacio...simy

il 12/01/2003 alle 10:27

Arte come terapia,penna o pennello è l'anima che esprime i suoi momenti attraverso parole/colori.
Noi siamo il crogiòlo dove si fondono le emozioni e da cui con amore distilliamo sensazioni.
Ciao Nemo
Malcom

il 12/01/2003 alle 18:05

Cara Simy, devi sapere che non so dipingere e questo mi discpiace; avevo 3, 4 in disegno alle medie. Come pure non so suonare nessuno strumento. Ma... col tempo mi sono affinato l'orecchio musicale e amo la pittura.
Quindi la poesia è diventata per me un mezzo per far conoscere agli altri i miei pensieri, le mie sensazioni, i miei dolori, le pochissime gioie. E la penna (se avessi parlato di "dito" sul computer non ci sarebbe stata la stessa emozione nel leggere una lirica) la intingo nei miei ricordi, nei miei sogni, nei miei incubi: nella mia mente.
Spero che il risultato sia solo questo: trasmettere quel che provo. Mi si è accusato di scrivere sempre le stesse cose. Può essere. La mia mente non è serena, non sono felice, non vivo bene: scrivo di questo ed esterno i miei più interni dubbi e tormenti.
Ovvio che ho immaginato, alla fine del quadro, di piangere; e non certamente di felicità.
Imbratto la tela e ricomicio da un nome.
Io amo. Si. Ma br-amo un tornare là da dove siamo venuti un po' tutti.
Grazie.
Un bacio
Ernesto

il 12/01/2003 alle 20:05

Hai ragione,Malcom!
Beati noi che riusciamo a liberarci così anche di incubi e sofferenze.
Le forme non hanno importanza se chi estrinseca e chi interpreta sono sulla stessa lunghezza d'onde.
Grazie.
Er

il 12/01/2003 alle 20:07

Davvero uno splendido quadro che cattura l'attenzione.
Bravo, Er.
Gaetano

il 12/01/2003 alle 22:16

Grazie Gaetano!
Sono i colori dell'anima!
Er

il 12/01/2003 alle 23:25

Grazie Ale!
Il tuo commento è sempre gradito e cogli l'essenziale.
La mia tavolozza!
Vorrei non averla smarrita da quelche parte!
O, peggio, vorrei non perdere i colori!
Un bacio anche a te
Ernesto

il 13/01/2003 alle 13:19

non sono entrata nel tuo computer impossibile credimi e non letto alcun altra poesia su nessun altro sito ,,, semplicemente è ciò che mi hai trasmesso in questa tua stupenda lirica
un bacio MG:) forse non sei cosi unico come pensi:))

il 14/01/2003 alle 21:18

Mi riporto a quanto sopra detto!
Er

il 16/01/2003 alle 07:19

Mi riporto a quanto sopra detto!
Er

il 16/01/2003 alle 07:19