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Pubblicata il 22/03/2017
Sintomi di uno Squilibrio Secondo Copione 

~ Respiro il ritmo del buio

rinomino il disagio
con il mio epitaffio
scritto sullo stagno
dei giorni crepati,
fingendo ninfee
svuotate del tuorlo
dal suono di cenere.

~ le pupille aperte

il martello del diavolo
accorda i vulcani
su lune perdute
sotto forma di cuori
increspati dal vuoto,
mentre sale la rabbia
sui fianchi indigesti.

~ portano il velo

le strade dell'artico
non hanno carezze,
scivolano via, come la vita.

~ dell'incoscienza profonda.
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Molto triste ma altrettanto bella. Come sempre sono le tue poesie....Ciao Ax :)

il 22/03/2017 alle 14:14

Grazie Sabry, sempre gentile! ;-)

il 22/03/2017 alle 15:59

Sì Bianca, hai colto il senso...

il 22/03/2017 alle 16:00

Gentile Signor Axel, quello che mi addolora è il fatto della Valle di Giosafat. Ci hanno insegnato che dopo la morte ci troveremo tutti lì nell' attesa del Giudizio finale. Orbene sta scritto che saremo tutti sconosciuti gli uni agli altri. In altre parole l' amico non riconoscerà l' amico e così via. Come ho scritto prima ciò mi addolora perché girando per la Valle potrei imbattermi in lei ma non lo saprò mai. Speriamo che ciò che ci hanno insegnato non sia vero. Nel frattempo io mi bevo i suoi versi che nutrono la mia anima.

il 27/03/2017 alle 14:11

Grazie per il biblico commento, molto ben accetto. In realtà, credo che se mai esistesse un aldilà, avremmo accesso a superiori livelli di conoscenza, quindi il caso proposto non credo sia ipotizzabile, credo di più in una coscienza cosmica Junghiana o Zen... :-) Au revoir, dunque!

il 27/03/2017 alle 14:48