Ogniqualvolta mi torna alla mente
l'estremo addio del mondo, io non posso
rivagheggiar la mia vita più quieta,
tra le menti ingegnose dei pargoli
novelli ove per me or posto più c'è.
A me Ragione vi tolse matrigna
e sol coi versi vi sento vicini;
lì l'arpia non vi spia ed io vi cullo
come facevo con le stelle un tempo,
come farò quando tornerete anime
nel mio Eden. Avverto la mancanza
del vostro affetto e quest'illimitata
distanza mi distrugge
malinconicamente.