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Pubblicata il 07/01/2003
Ogniqualvolta mi torna alla mente
l'estremo addio del mondo, io non posso
rivagheggiar la mia vita più quieta,
tra le menti ingegnose dei pargoli
novelli ove per me or posto più c'è.
A me Ragione vi tolse matrigna
e sol coi versi vi sento vicini;
lì l'arpia non vi spia ed io vi cullo
come facevo con le stelle un tempo,
come farò quando tornerete anime
nel mio Eden. Avverto la mancanza
del vostro affetto e quest'illimitata
distanza mi distrugge
malinconicamente.
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Molta tristezza nel ricordo e senza sguardi a speranza futura... Hai espresso molto bene, con una bella versificazione d'immagini i tuoi sentimenti, al di là forse di riferimenti più nascosti.
Un caro saluto
Axel

il 07/01/2003 alle 11:20

il sentimento romantico è vivo tutt'ora...
...Leo

il 11/01/2003 alle 21:04