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Pubblicata il 25/10/2016
Davvero così tipica
che ogno tentativo di confondersi
con catafasci poetici
precedentemente espressi
risulta praticamente impossibile
per non dire assolutamente vano
non si lecca mai la stessa topa
non ci si inzuppa mai
sotto lo stesso temporale
il mistico che galleggiava ieri
nella pozzanghera giù nella valle
oggi non c'è più manco la valle
cambiano tutte le cellule
si evolvono gli atomi in attimi a perdere
una volta ogni tanto cerco
svariate cose che avevo
così diligentemente riposto
ma non le trovo più o meglio
non sono più le stesse robe
il sistema solare fa
i suoi spassosi giretti dentro
la via della mia lattaia
che sparge caramelle gommose
per tutto il cosmo
ho beccato un alieno goloso
che le pappava tutte
ma tempo dopo al suo posto
c'era suo cugino che si mangiava
persino l'incartamento caramelloso
c'ho urlato maiale goloso ma
l'oblò della mia navicella è presurizzato
i suoni rimbombano senza gravità
da un congegno all'altro
come disse un giorno Seneca
a suo moroso Eraclito
nel famoso dialogo muto:
se vuoi fare un giretto con me sui fondali
devi metterti la muta e non
cavalcare la muta del quartiere
come fosse una bestia da soma
somaro!
non esiste raglio ne somaro simili
a quelli già chiaramente espressi
in ere antecedenti.
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