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Pubblicata il 08/10/2016
foglie ad ottobre
timidamente vacillano
rimpastando cosi i colori d'alabastro antico
cadono poi a rallentatore tra i vortici
che di ebrezza e gelo le sfumano a perla
striate son le vene rigidamente inermi
a capolino tra l'umida brina mattutina
e il solito cementato tramonto
m'accorgo infine distrattamente assorto
che una tra le più piccole
si riposa sulla mia spalla
senza parole
un unico silenzioso fremito
poi un soffio da est
la ridesta
lontanamente ricomincia
la caduca girandola
dalla vita alla morte
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