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Pubblicata il 04/01/2003
Cara maremma ti vorrei ricordare,e per
questo una poesia ti vorrei dedicare.
Maremma amara recitava un poeta che ti
amava.
Intorno al focolare si finiva la giornata,di
fatica e di sudore,con la veglia noi bambini
ad ascoltare, e i nostri nonni a raccontare.
Consumato il misero mangiare,con poca
roba su quel triste tavolo.
Ci raccontavan le storie di briganti,perche'
essi erano nella coscienza di tutti quanti.
Maremma terra misera e ribelle.
La maremma era amara per chi in essa
l'abitava.
La maremma era malaria, e gia' da giovani
ci si involava.
Quelle distese di grano maturo, rendevano
il giorno sempre piu' duro.
La maremma eran gli stenti, la malaria e
poverta' che ad ogni alba eran gia'la.
I padroni e possidenti sfruttator di quelle
genti.
Anche lo stato era papale ,ma il popolo
sfruttato era uguale.
Il Tiburzi il Lazzaretti eran per tutti dei
poveretti, alla macchia si son dati, per
non essere acciuffati.
Lor briganti li han chiamati,perche ai
loro voleri non si sono mai piegati.
Queste storie raccontate,ma sui libri
mai andate.
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buona poesia storica, sembra che sei molto informato in materia.
ciao

il 04/01/2003 alle 14:21

essendo della provincia di viterbo
e? una parte della mia storia
ciaoooooo

il 13/04/2011 alle 18:35