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Pubblicata il 08/09/2016
la cena è nera e cava come una
una tempesta piegata sulle gambe
a casa mia la minestra è intarsiata
di luce e assertiva come un'Avesta

nube fosca, piegata come un gopnik
sulle gambe, s'allarga in cielo storpio
di sterpi, lampi e strida, già assertiva
come un cucciolo amputato dei pronomi

nel cassetto sono cesoie, e dormono: il cielo
ne è un campionario cinese, conserto
di pasti bestemmiati e andati al peggio

che dai loro sepolcri i pasti picchiano
sul cofano tarlato della cena, del cielo, del
firmamento mandarino e osceno
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mi son svegliato di soprassalto alle 6 AM e [qui Lamartine direbbe: l'ho scritta; no, il cazzo: ho formulato la prima quartina, poi me ne son tornato a dormire]

il 08/09/2016 alle 15:09

...ma poi ti sei svegliato...poffare...

il 10/09/2016 alle 18:28

speravi non mi ridestassi più da quel sonno eterno, eh

il 10/09/2016 alle 20:06