la cena è nera e cava come una
una tempesta piegata sulle gambe
a casa mia la minestra è intarsiata
di luce e assertiva come un'Avesta
nube fosca, piegata come un gopnik
sulle gambe, s'allarga in cielo storpio
di sterpi, lampi e strida, già assertiva
come un cucciolo amputato dei pronomi
nel cassetto sono cesoie, e dormono: il cielo
ne è un campionario cinese, conserto
di pasti bestemmiati e andati al peggio
che dai loro sepolcri i pasti picchiano
sul cofano tarlato della cena, del cielo, del
firmamento mandarino e osceno