Una sera come tante.
La tristezza nel cuore,
la noia nelle mani.
Guardavo senza vedere
uno schermo vuoto
inutile come me.
Le righe scivolavano
sotto i miei occhi.
Improvvisamente qualcosa…
il mio nome ripetuto all’infinito…
Tu allegro,
pazzo adorabile,
eri lì e mi chiamavi.
Non volevo ascoltare,
invano chiudevo una finestra
che si riapriva.
Non volevo che il sole entrasse,
che l’aria turbasse la mia quiete.
Con prepotenza,
mi hai preso la mano
e mi hai condotto fuori.
Guidandomi,
mi hai fatto vedere un mondo diverso,
dove non tutto è corrotto e sporco.
Un mondo nuovo,
dove può anche esistere amore,
affetto, amicizia.
Un mondo fatto di te,
di giochi innocenti, sorrisi, parole
e risate che sgorgano dal cuore…
quel cuore
restato per troppo tempo in apnea,
e che ora ha ricominciato a battere
al suono della tua voce.
Ora c’è aria, musica, sole,
intorno e dentro di me.
Grazie per quella finestra aperta
Su questo mondo nuovo.
Grazie per essermi accanto,
semplice, presente e vero…