A capo dei miei pensieri
un raggio di sole
si prona superbo
di giada sfuggente
agli albori più acerbi
d’un vacuo sorriso.
sospiri spezzati
anime salve
risvolti angolari
d’un cielo distratto
che grida di rabbia
tutto il suo odore.
dolore
che mal si paventa
scricchiola
in prossimità del mio collo,
mi chiedo:
“ce l’ha davvero con me?”.
piacevole scoperta
prenotturna
sfiorita per gemere allori
a dispetto del tempo
e d’ogni tua dipartita
che migra da sola
e scolora
la mia delusione
e farti sentire le mani
sudate di sangue
di pioggia
mirabile meta passata
che stringe
dipinge le stelle
del sonno più netto
che io possa suonare.
stinge
il grigio del clono tramonto
rumina il cielo
mi macchia la schiena
la giacca
di nostalgia.
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