Ricordo, Settembre era morto da poco,
poi tu conti tre giorni ed alla festa dai fuoco.
io che arrivo e ti bacio per gioco.
se non ti avessi incontrato
quella sera le nubi a produrre calore,
ed il lago s’era preso i tuoi occhi a colore.
nel tuo cuore, nascosta, una preistoria d’amore.
conosciuto e amato
poi il dubbio: l’atteso verrà?
vaticinio del tempo: nessuno sarà!
e la dolce tristezza a divinar come andrà!
assaporato e maledetto
mentre i miei occhi non ti lasciavano fuga,
una tua lacrima dissetava la ruga.
poi una magia di note, e l’umido asciuga.
trovato e perso
l’armonia virò e scelse la croce,
così l’amore gridò e poi perse la voce!
come il tempo nel letto scappato veloce.
forse oggi sarei un perfetto esempio di equilibrio
or che i lacci li ha sciolti la storia che scorre,
se gli dei non avessero osta a deporre,
ritrovarti è una domanda da porre!
ma non conoscerei il significato della parola vivere.
chissà,
che compleanno sarà,
senza se e senza ma?
amore!