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Pubblicata il 29/06/2016
Ricordo, Settembre era morto da poco,
poi tu conti tre giorni ed alla festa dai fuoco.
io che arrivo e ti bacio per gioco.

se non ti avessi incontrato

quella sera le nubi a produrre calore,
ed il lago s’era preso i tuoi occhi a colore.
nel tuo cuore, nascosta, una preistoria d’amore.

conosciuto e amato

poi il dubbio: l’atteso verrà?
vaticinio del tempo: nessuno sarà!
e la dolce tristezza a divinar come andrà!

assaporato e maledetto

mentre i miei occhi non ti lasciavano fuga,
una tua lacrima dissetava la ruga.
poi una magia di note, e l’umido asciuga.

trovato e perso

l’armonia virò e scelse la croce,
così l’amore gridò e poi perse la voce!
come il tempo nel letto scappato veloce.

forse oggi sarei un perfetto esempio di equilibrio

or che i lacci li ha sciolti la storia che scorre,
se gli dei non avessero osta a deporre,
ritrovarti è una domanda da porre!

ma non conoscerei il significato della parola vivere.

chissà,
che compleanno sarà,
senza se e senza ma?

amore!
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