PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 27/12/2002
Fionde cosmiche.
Brucia la pelle,
sotto i colpi a mitraglia.
Si espandono ferite
impossibili da aprire.
Autoviolenza,
sguardi verso l'alto,
piovono dal cielo
coltelli d'acqua.
Mi accorgo di esistere.
Niente male.
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Non mi è chiara...forse è una metafora, anzi quasi sicuramente ma non riesco a coglierla....a me viene di pensare alla grandine..ma per associarla a cosa? :-)
Ciao...Mary*

il 27/12/2002 alle 23:09

E io che pensavo di averla resa più chiara "spiegando" il tema nelle prime righe! :)

In parole spicciole il senso è questo: la gente martoriata dalla guerra, che convive col dolore fisico e psichico, perde la sensibilità e la cognizione del mondo che li circonda; così, inermi sotto la pioggia, con gli occhi verso il cielo, assistono passivi all'acqua che gli cade addosso, violenta come tutto è stato fino ad oggi per loro, ma continua, identica a se stessa e, per la prima volta, ragionevole e concepibile. Ecco che ci si rende conto (e qui la metafora si espande all'umanità intera) che tutto ciò che ci circonda ci appare omogeneo, uguale al "resto", proprio perchè è nostra formamentis vedere il mondo nella realtà in cui ci viene posto, senza potere (e non "volere") guardare oltre e accorgerci finalmente che c'è un'altra faccia della medaglia...

E come diceva Corrado... non finisce qui! :) ;)

il 28/12/2002 alle 01:12