L’essenza delle cose
assolute
indossa il tuo profumo
che sfiora la mia cucciola anima
cui, blasfemamente, non credo
e la rappresento
in piccola sfera interna al mio encefalo.
quell’ effluvio
caldo
materno
dolce
schiuso
inebriante e femmineo
col quale vesti, anche, la tua pelle
in attimi fuggenti
di conquista umana
diffusa
di cime divine diversificate in tanti esseri
mentre
silente
invochi Dio che non finiscano
mai.
il profumo e il desiderio
tuo
mi penetrano dentro
coinvolgendomi
sperdendomi in te.
mi conduci
silente rabdomante
su terre ignote.
quel che m’appare sublime
mi riporta, fantastica-mente, in tempi lontani
rievocandomi
profumi di rose e sabbia
di terre scomparse,
ora irrorate di sangue.
lentamente
scivolano
reminiscenze improbabili
mentre
a distanza di tempo
che non esiste per voi mortali
mi restituisce l’interno di te
sconosciuto
arcano
infinito.
e tutto ciò
stranamente
mi rasserena.