Spasimi concentrici
i focolai della terra
dalle remote profondità
soleggiavano primizie
fermando in un abbraccio
anche l'ultimo respiro
non bastavano propizi sacrifici
che da baal ebbero l'inizio
non bastavano le romaniche fortezze
archi alchemici nulla poterono
eppur il fumo dalle colonne parlò
con i segni con le mani
con il caldo delle ali
poi il vento si placò
non si vide che il nulla
catacombe a cielo aperto
nell'incenso profumato
ogni forma in vapore trasudo'
calce impressa millenaria
dalla morte si formò
puoi guardare oggi il senso
d'ogni piccolo movimento
non oltrepassare
resta fermo
puoi scorgere l immobilità
nelle urla
del silenzio