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Pubblicata il 23/09/2015
Lunga, faticosa la via
che conduce nel santuario
del cuore.
vi arrivo, infine,
ma non si apre
la borchiata porta
è inchiodata
da mie spine di banalità,
da grettezza di egoismo,
da impossibili pretese,
da ruggine di orgoglio.
comprendo,
riparto
in cerca del pozzo
del perdono.
vi brilla chiave di preghiera
e sollecita la uso.
ecco che la porta cede
a mia pressione.
pacificata vi entro,
contemplo le vetrate
che, illuminate dal sole dello Spirito,
suscitano in me
luminose percezioni
che hanno il sapore
dell'eternit�
e ora danzano
nel santuario
del mio cuore.
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Saggezza in versi! Sir

il 28/09/2015 alle 13:32