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Pubblicata il 18/08/2015
Negli ultimi 15 anni ho fumato una media di venticinque sigarette al giorno. Ho cambiato cinque o sei marche e poi ho optato per tabacco, filtri e cartine. L’estate scorsa, così come ho iniziato, ho improvvisamente smesso e adesso, oggi, sono dodici mesi esatti che non fumo.
e’ stata dura? Cosa mi spinge? Ne sento il bisogno? Ricomincerò? Davanti a domande dirette, risposte dirette io non ne ho. In nessun caso. Mai. Non sono il tipo e nemmeno mi piacerebbe diventarlo. Penso che le cose, tutte quante le cose, siano incredibilmente, infinitamente complesse. Penso che la velocità di reazione non debba essere una continua, indistinta necessità. Uno scopo invece di un mezzo. Quello che posso dire con certezza è che da quando ho smesso di fumare ho cominciato a correre. Corro a lungo, corro sotto il sole, corro sotto la pioggia e corro dentro la nebbia. Corro con il caldo e corro con il freddo. Corro. Attorno al mio sforzo ritmico le settimane volano via, attorno al mio fiato grosso le stagioni cambiano. Ieri ho buttato il cuore oltre l’ostacolo e ho percorso 23 chilometri in poco meno di due ore. Non avevo mai coperto una distanza simile. Non avevo mai spostato il mio corpo attraverso lo spazio con un’intensità di questo tipo, con una motivazione così rocambolesca, così poco razionale. Scarpe consumate dal morso grigio dell’asfalto, gambe pesanti, sudore. Ad un certo punto perfino una vescica. Il sole scivolava lentamente dietro la collina ed io ero davvero, davvero contento.
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Ben fatto! Sir Morris

il 18/08/2015 alle 13:14