Mi sono diplomato nel 1997. Diciotto anni fa e nel secolo scorso. Diciotto anni fa e nel millennio precedente a questo. Sono uscito dal liceo scientifico con 44 su 60 e se poteva andare meglio poteva anche andare peggio. E comunque sia 44 su 60 è un voto che non esiste nemmeno più. E’ roba che sa di soffitta, è roba che sa di polvere.
dopo il diploma ho sbagliato un sacco di cose. Ho sbagliato università e l’ho mollata, ho sbagliato la ragazza e mi ha mollato lei. Il mondo mi cambiava sotto gli occhi e io invece volevo soltanto scrivere. Il mondo mi cambiava sotto gli occhi e io invece volevo soltanto scopare. Adesso ho 36 anni, sono un magazziniere, guido il muletto e ho una gran pancia. Di quello che pensavo a diciotto anni non è rimasto in piedi quasi niente. E’ girato il secolo ed è girato anche il millennio e io che so di polvere e soffitta però mi ricordo. Io mi ricordo.
così mi capiterà di tornare sui banchi di scuola un’altra volta ancora. Ci sarà il sole di maggio, il vocabolario aperto, la penna a sfera rossa, la versione di latino, il pullman per Parigi, le canzoni di mtv, la bottiglia di vodka secca che prima o poi vomiterò. Tornerò lì da dove sono venuto, io che adesso ho una gran pancia, io che sono più di mille anni, oramai, che non azzecco quasi niente. “Cosa pensi?” ti domanderò di nuovo “Alice, dimmi davvero a cosa pensi?”. Il tuo bel sorriso bianco, questa volta, me lo farò bastare.
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