Spinge forte sullo stomaco
lo strazio come un bue
mi schiaccia alla parete
non mi lascia respirare
sento gli occhi di chi legge
come fossero in attesa
di scrutare l’ultimo fiato
l’ultimo rantolo
fra queste righe
e mentre annaspo
nuotando nel fango
l’urlo di memoria
nella mia mente
passa in rassegna
ogni sarcasmo
passato e presente
a me l’onore della sintesi
fornire la ragione
di questa esibizione
così tanto annunciata
ci avevano scommesso
i saggi avventori
che avrebbero assistito
all’inevitabile
tanto chiasso di ilarità
per spartirsi un po’
di mal comune
e così è stato
è arrivato il salasso
a ficcarsi nelle vene
come un grido
così ordinario
da cavalcare di bocca in bocca
fino a tramutare il verso
alle cose e al senso
una storia popolare
del tutto e del niente
del sole e della luna
del bianco e del nero