Quando domani
la grande madre dei miei boschi
al verde grido apparirà ancora
alla soglia di un alba
che s'appresta ricca
di accesi colori
e di cariche dispense popolari
per i viottoli in colore ai grandi faggi
città perdute nell’oblio della memoria
quando domani sarà giorno
e le folti foreste
che custodiscono il dolore
riprenderanno il sonno greve
di sogni spinti al cielo rosa
saranno le future imprese
l’assalto ai cuori per le spose
e l'addio deciso al desiderio
armi ammassate di miseria
e infanti al vile del perpetuo.
e Quando domani
le querce di famiglie numerose
ritroveranno i loro canti
nella raccolta d'uva o al grano pane
di tutte le lingue che in disuso
attendono nell’ombra
il fluire scaltro di poesia e spontaneità
nei gesti loro e il loro mare.
e se domani
di un inedito ricordo
questo tempo e il cielo grigio
e domani come oggi
sarà sempre e in ogni dove
la coscienza dell'umano
sopra un muro inciso a fuoco
rosicato il tempo andato
di ogni poeta veritiero
che in vita sua la fede al dito
di se stesso avrà lasciato
il suo sospiro contro vento
per ogni passo all’urto ignoto
quando domani sarà giorno
nell’orticata lingua al sole
e qui, la preghiera del riscatto
dove speranza gli è dimora
e d’orizzonte suo aggrappato.
la scuola forgia al grido incendio
l’alto scudo di metafore d’incanto
poiché del vero resti il bello
e non lo sputo al tetro
lancio vuoto di parole
e del veleno anche il tributo
e se domani sarà giorno
il giorno atteso dei poeti
tra gli scogli s’alza al cielo
un sole candido raduno
armata limpida al ruggito
guerrieri anch’essi capovolti
la luna incide il loro sguardo
e il sogno irradia la congiura