un campo di fiori nel deserto
colline di vite tè e nuvole acquose
cascate imponenti nella giungla
ghiacci blu nell’acqua gelida
una statua del buddha
rocce scolpite da uomini nei millenni
sorrisi di bimbi senza pensieri
campi di cotone al tramonto
mareggiate in normandia
un bonzo che non apre gli occhi
barboni sulla 5th avenue
un carcerato a lagos che piange sulle sbarre
ubriaconi irlandesi nella nebbia
un amico che sta viaggiando su spiagge tormentate
il peso del cielo nei tuoi occhi
una fuga tra le pagine di pixel
il rigirarti nel letto la notte
i sogni infranti in mille lacrime sul cuscino
ricami di vetro intarsiati di giada
un coniglio bianco che corre chissà dove
un salto nel fuoco di una tigre elegante
risate fanciulle che arrossiscono
aeroplani di carta atterranno in una fontana di marmo
nettuno non si scomoda e le sirene ancora ammaliano
aquiloni su spiagge cubane
un africano sdentato più felice del Re
cammelli sulla cresta della duna
un sole tagliente all’orizzonte infuocato
un viaggio illusorio da queste mura
un vecchio si lamenta senza motivo
il peso insopportabile di una vita inconscia
l’operaio col sudore alla fronte
il meccanico sporco di grasso
il minatore coperto di zolfo
il mondo si trasforma in ogni istante
e noi crediamo di restare saldi?
come trovarsi nel buio dell’ignoranza?
dove ritrovare la fiducia?
unirsi e farsi uno, non smettere di saggiarsi
tentare la meditazione
meditare meditare meditare
dice buddha: chi per 7 anni resterà nella pratica
questo sarà illuminato.
siano 7 secondi e 7 minuti, da lì 7 ore e poi 7 giorni:
da qui, tutto verrà da sé, inevitabilmente,
come la cascata che si getta gioiosa nel suo burrone
e la freccia colpisce il suo bersaglio.