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Pubblicata il 18/01/2015
Ancora ritrovo nelle mani
i segni della vita
ed il volto è campo arato
dove i solchi sono ferite dell'anima.

struggimenti si ripetono
e scorrazzano nel cuore
come cocchi di bottiglia
disseminati per terra.

i piedi hanno piaghe
ma nulla può fermare il cammino
neanche il vento come bufera
o il mare come inondazione.

il paesaggio accoglie sbalordito
la nuova isola di un vulcano in eruzione.
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Profonda e bella verita' di un lavoratore,un saluto

il 19/01/2015 alle 17:41

Versi profondi come quei solchi! Sir

il 20/01/2015 alle 00:45